Eleonorabaluci’s Weblog


4 maggio 2008
Maggio 4, 2008, 1:26 pm
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LEZIONE DEL 28/04

 

 

Non essendo presente a tale lezione devo rifarmi ai blog dei colleghi per conoscere gli argomenti trattati.

Così descrive la prima parte della lezione Luca Rasponi nel suo blog:

“La lezione di lunedì 28 è stata particolarmente interessante: si è infatti parlato del rapporto tra la rete e la politica. Il principale problema in questo rapporto riguarda la questione dell’aggiornamento: i politici creano un sito o un blog durante la campagna elettorale per poi dimenticarlo una volta conclusa (tendenza comunque in calo, come testimonia Enrico Boselli, con la promessa “il blog non chiude” nonostante la delusione elettorale). Questa trascuratezza rappresenta un rischio per i politici stessi, che dimostrano di utilizzare la rete come uno strumento occasionale senza credere davvero nel suo potenziale democratico. Un’evidenza, questa, che permane, perché a differenza della comunicazione a stampa, la rete non ha limiti di tempo e spazio. La sua influenza resta tuttavia bassa in un paese, come l’Italia, che si affida per la comunicazione politica ancora quasi del tutto ai quotidiani cartacei.

Rispetto ai corrispettivi americani, inoltre, i blog dei nostri politici presentano un livello molto basso di interattività (avevamo potuto riscontrare lo stesso problema per quelli dei giornalisti): ne è una prova il blog di Antonio Di Pietro, che pure è uno dei più curati tra quelli della nostra classe politica, sulla scia anche del rapporto personale dell’ex ministro con Beppe Grillo. Nonostante i numerosi commenti visibili, infatti, c’è un notevole livello di filtraggio degli stessi da parte dei curatori del blog: i commenti negativi vengono vagliati e, in buona parte, non pubblicati. Un modus operandi che sicuramente non favorisce la libera espressione dell’opinione di chi legge.

Ultimo ma non irrilevante problema della politica su Internet è il linguaggio: essa fatica a semplificare il proprio in funzione della rete. I politici non sembrano saper approfittare del prezioso aiuto dell’ipertestualità, fatta di tags e keywords, per semplificare la loro comunicazione. Il loro uso della rete è rapido e strumentale: viene così a crearsi un prodotto preconfezionato simile a quello della comunicazione commerciale, più vicino allo slogan demagogico che non alla pedagogia di una proposta raccontata.”

Per la seconda parte della lezione, svoltasi in aula informatica, lascio la parola a Damiano Ferretti:

Cosa distingue la comunicazione istituzionale dalla comunicazione pubblica?

La prima riguarda un’istituzione, qualcosa di stabile nella sociètà, e ci fornisce una informazione di conoscenza.

La seconda riguarda tutto ciò che ha un interesse pubblico, e ci da una informazione di servizio.

Questa differenza di obbiettivo si riflette nelle diverse tipologie di linguaggio che le due comunicazioni assumono: più fredda e didascalica quella istituzionale, più semplice e coinvolgente quella pubblica.

Due esempi decisamente indicativi sono www.governo.it e www.governoinforma.it, siti istituzionali di comunicazione rispettivamente istituzionale e pubblica.”


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