“L’accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi categoria d’utente.
Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione. Il termine ha trovato largo uso anche nel settore di Internet col medesimo significato.
Nel web, un sito web accessibile facilita l’accesso ad individui con ogni tipo di disabilità, ma anche ad individui non affetti da patologie. Più nello specifico
· Utilizza un codice semanticamente corretto, logico e valido secondo i parametri del W3C
· Utilizza testi chiari, fluenti e facilmente comprensibili
· Utilizza testo alternativo per ogni tipo di contenuto multimediale
· Sfrutta titoli e link che siano sensati anche al di fuori del loro contesto (evitando, ad esempio, link su locuzioni come “clicca qui”)
· Ha una disposizione coerente e lineare dei contenuti e dell’interfaccia grafica
Inoltre dovrebbe essere compatibile col maggior numero di browser e configurazioni software e utilizzare colori standard e ad alto contrasto fra di loro.” (tratto da wikipedia)
“Secondo la definizione data dalla norma ISO 9241, l‘usabilità è il “grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso.”
L‘usabilità ha senso solo in presenza di un utente e di una relazione d’uso, e non esiste nel prodotto in sé. Le tecniche di usabilità tentano dunque di porre al centro dell’attenzione progettuale proprio l’utente.
Così i problemi da porsi sono: a cosa serve un determinato sito web? Chi lo userà e cosa si aspetterà di trovarci?” (tratto da usabile.it)
Ecco alcune delle linee guida date dal W3C su come rendere accessibili i siti web:
· “Fornire alternative equivalenti per il contenuto visivo e audio.”
· “Non fare affidamento unicamente sul colore.”
· “Creare tabelle che si trasformino in maniera elegante.”
· “Usare le tecnologie e le linee guida del W3C.”
· “Fornire informazioni di contesto e orientamento.”
· “Fornire meccanismi di navigazione chiari.”
· “Garantire che i documenti siano chiari e semplici.”
3 Commenti finora
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ciao
Commento di dopamino Agosto 28, 2008 @ 4:03 pmle cose sono diventate molto più complesse nel frattempo…sigh!
Ciao
Commento di eleonorabaluci Agosto 29, 2008 @ 2:36 pmIo ritengo che le cose non possono che peggiorare visto che continuano a fiorire siti progettati (la parola è addirittura azzardata!) senza nessun criterio
ritengo che se si continua con l’andazzo del badare a creare siti su siti senza una progettualità seria (mi riferisco soprattutto alle p.a.) tutto questo mare di informazioni e di dati non servirà davvero a un bel nulla.
Commento di dopamino Settembre 1, 2008 @ 12:53 pmCreare siti accessibili e usabili non è solo un segno di civiltà e di rispetto ma anche un incentivo a utilizzare un mezzo per ottenere dei ritorni (economi, d’immagine).