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L’esame si avvicina sempre più…
Cosa ne pensate di questo corso? L’avete trovato utile, inutile? Complicato? Faticoso? Si accetta ogni tipo di opinione.
Io personalmente ho imparato tante cose interessanti e ho finalmente un blog (spero di non lasciarlo morire dopo l’esame)! E’ stato si un impegno costante ma è stato fruttuoso (spero!!) ed anche divertente.
Dai lasciatemi la vostra opinione!!!!!!!
E in bocca al lupo per lunedì…

“L’espressione inglese copyleft, gioco di parole su copyright, individua un modello alternativo di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali.
La pratica comune per raggiungere lo scopo di imporre la libertà di copia e distribuzione di una creazione o di un lavoro, compresi tutti i suoi derivati, è quella di distribuirlo con una licenza. Una licenza di questo tipo tipicamente garantisce a chiunque possegga una copia di un lavoro le stesse libertà del suo autore, incluse le quattro libertà basilari indicate da Stallman
0.la libertà di usare a propria discrezione e di studiare quanto ottenuto
1. la libertà di copiare e condividere con altri
2. la libertà di modificare
3. la libertà di ridistribuire i cambiamenti e i lavori derivati” (wikipedia.it)
“Il copyright (termine di lingua inglese che letteralmente significa diritto di copia) è l’insieme delle normative sul diritto d’autore in vigore nel mondo anglosassone e statunitense.
Col tempo, ha assunto in Italia un significato sempre più prossimo ad indicare le “norme sul diritto d’autore vigenti in Italia“, da cui in realtà il copyright differisce sotto vari aspetti.
È solitamente abbreviato con il simbolo ©.
Nel XX secolo, l’avvento dei riproduttori ed in particolare del computer e di internet, ha fatto venir meno uno dei cardini alla base del copyright in senso classico: ovvero il costo e la difficoltà di riprodurre e diffondere sul territorio le opere, aspetti fino ad allora gestiti dalla corporazione degli editori dietro congruo compenso o cessione dei diritti da parte degli autori. Ciò ha reso assai difficile la tutela del copyright come tradizionalmente inteso.
Il primo episodio con eco internazionale, si è avuto a cavallo fra il XX e il XXI secolo con il cosiddetto caso Napster, uno dei primi sistemi di condivisione gratuita di file musicali, oggetto di enorme successo negli anni a cavallo del millennio. La chiusura di Napster avvenuta nel 2002 e generata dalle denuce dagli editori che vedevano nel sistema un concorrente ai propri profitti, non ha risolto se non per breve tempo il problema. Nuovi programmi di file sharing gratuito sono sorti rimpiazzando l’originale Napster e vanificandone la chiusura. Una costante ed ingente diminuzione delle vendite di album musicali è scaturita dalla diffusione di questi sistemi.
La legge italiana sul peer-to-peer punisce:
1. con una multa chi scarica illegalmente file protetti da diritto d’autore;
2. con una multa e la reclusione chi fa upload e mette in condivisione file (dell’art. 171, comma 1, lett. a-bis della Legge n.43 del 2005);
3. con una multa e un periodo di reclusione maggiori chi diffonde materiale protetto da copyright per scopi di lucro.
L’aver commesso illecito comporta in tutti e tre i casi l’iscrizione di una condanna nella fedina penale.
Le ultime due tipologie (2 e 3) sono parte dell’utilizzo delle reti P2P per uso non personale, e al loro interno esiste la distinzione di finalità, fra scopo di profitto e scopo di lucro.
Nel gergo giuridico, il profitto non necessariamente ha una finalità economica, può essere l’operato di quanti mettono in condivisione file a titolo gratuito, perché non condividono la normativa o per ottenere crediti per il download di altro materiale.” (wikipedia.it)
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In relazione alla lezione del 12 maggio…
Ma prepara anche il caffè?!
Archiviato in: Uncategorized | Tag: anti-virus, backup, crittografia, firewall
Il professore ha detto di sviluppare un tag dal sito forumpa.it come compito a casa.
Io ho scelto come argomento la SICUREZZA INFORMATICA, argomento attuale che rappresenta un grande problema per i navigatori della rete.
“La Sicurezza informatica è quella branca dell’informatica che si occupa della salvaguardia dei sistemi informatici da potenziali rischi e/o violazioni dei dati. La protezione dagli attacchi informatici viene ottenuta agendo su più livelli: innanzitutto a livello fisico e materiale, ponendo i server in luoghi il più possibile sicuri, dotati di sorveglianza e/o di controllo degli accessi; anche se questo accorgimento fa parte della sicurezza normale e non della “sicurezza informatica” è sempre il caso di far notare come spesso il fatto di adottare le tecniche più sofisticate generi un falso senso di sicurezza che può portare a trascurare quelle semplici. Il secondo livello è normalmente quello logico che prevede l’autenticazione e l’autorizzazione di un’entità che rappresenta l’utente nel sistema.
Molti ex-hacker sono oggi dirigenti di società di sicurezza informatica o responsabili di questa in grandi multinazionali. Ciò dimostra quello che molti dicono e scrivono: per capire le strategie migliori di sicurezza informatica è necessario prima entrare nella mentalità dell’attaccante per poterne prevedere ed ostacolare le mosse.
Quando si parla di “sicurezza informatica” spesso si distinguono i concetti di sicurezza passiva e di sicurezza attiva.
Per sicurezza passiva normalmente si intendono le tecniche e gli strumenti di tipo difensivo, ossia quel complesso di soluzioni il cui obiettivo è quello di impedire che utenti non autorizzati possano accedere a risorse, sistemi, impianti, informazioni e dati di natura riservata. Il concetto di sicurezza passiva pertanto è molto generale: ad esempio, per l’accesso a locali protetti, l’utilizzo di porte di accesso blindate, congiuntamente all’impiego di sistemi di identificazione personale, sono da considerarsi componenti di sicurezza passiva.
Per sicurezza attiva si intendono, invece, le tecniche e gli strumenti mediante i quali le informazioni ed i dati di natura riservata sono resi intrinsecamente sicuri, proteggendo gli stessi sia dalla possibilità che un utente non autorizzato possa accedervi (confidenzialità), sia dalla possibilità che un utente non autorizzato possa modificarli (integrità).
È evidente che la sicurezza passiva e quella attiva sono tra loro complementari ed entrambe indispensabili per raggiungere il desiderato livello di sicurezza di un sistema.
Le possibili tecniche di attacco sono molteplici, perciò è necessario usare contemporaneamente diverse tecniche difensive per proteggere un sistema informatico, realizzando più barriere fra l’attaccante e l’obiettivo.
Spesso l’obiettivo dell’attaccante non è rappresentato dai sistemi informatici in sé, quanto piuttosto dai dati in essi contenuti, quindi la sicurezza informatica deve preoccuparsi di impedire l’accesso ad utenti non autorizzati, ma anche a soggetti con autorizzazione limitata a certe operazioni, per evitare che i dati appartenenti al sistema informatico vengano copiati, modificati o cancellati.
· Antivirus: consente di proteggere il proprio personal computer da software dannosi conosciuti come virus. Un buon antivirus deve essere costantemente aggiornato ad avere in continua esecuzione le funzioni di scansione in tempo reale. Per un miglior utilizzo l’utente deve avviare con regolarità la scansione dei dispositivi del PC (dischi fissi, CD, DVD e dischetti floppy), per verificare la presenza di virus, worm. Per evitare la diffusione di virus è inoltre utile controllare tutti i file che si ricevono o che vengono spediti tramite posta elettronica facendoli verificare dall’antivirus correttamente configurato a tale scopo.
· Firewall: installato e ben configurato un firewall garantisce un sistema di controllo degli accessi verificando tutto il traffico che lo attraversa. Protegge contro aggressioni provenienti dall’esterno e blocca eventuali programmi presenti sul computer che tentano di accedere ad internet senza il controllo dell’utente.
· Firma digitale, Crittografia: è possibile proteggere documenti e dati sensibili da accessi non autorizzati utilizzando meccanismi di sicurezza specifici quali: la crittografia, la firma digitale, e l’utilizzo di certificati digitali e algoritmi crittografici per identificare l’autorità di certificazione, un sito, un soggetto o un software.
· Backup: più che un sistema di difesa si tratta di un utile sistema per recuperare dati eventualmente persi o danneggiati. Il backup consiste nell’esecuzione di una copia di sicurezza dei dati di un personal computer o comunque di dati considerati importanti onde evitare che vadano perduti o illeggibili.” (wikipedia.it)
Ecco un elenco dei migliori anti-virus:
· Avast! (Alwil software)
· Clam AntiVirus (software libero GPL) (disponibile per Unix e derivati, per Windows con il nome di ClamWin e per Mac OS X con il nome ClamXav)
· F-Prot
· McAfee
· Panda
· PC-Cillin (Trend Micro)
Dal 12 al 15 maggio, alla Nuova Fiera di Roma, si tiene l’edizione 2008 del FORUM PA, il Forum della Pubblica Amministrazione.
Traggo queste informazioni dal blog di Benedetta Bragadini:
“Cosa è FORUM PA (dal sito ufficiale)
FORUM PA è un progetto integrato di comunicazione che promuove un confronto diretto ed efficace tra pubbliche amministrazioni centrali e locali, imprese e cittadini sui temi chiave dell’innovazione nel sistema paese e nei sistemi territoriali.
La mission: comunicare l’innovazione
FORUM PA è un momento di approfondimento, ascolto, diffusione e valorizzazione delle più importanti iniziative di innovazione che provengono di sistemi settoriali e territoriali italiani. La comunicazione segue una logica integrata: dall’expo di maggio come momento di relazione e scambio alle community on line.
FORUM PA segue i processi e le esperienze di innovazione mentre si svolgono. L’expo di maggio è il momento qualificante di un processo più ampio che coinvolge, nelle diverse attività, target diversificati.”
“Seguendo le evoluzioni tecnologiche, la trasmissione radiofonica ha adottato diverse forme:
· Radio analogica classica, tecnologicamente matura ma tuttora prevalente. Le tecniche principali sono AM e FM.
· Il digitale terrestre e satellite può essere usato per trasportare canali radio.
· Tecnologie digitali dedicate alla radio come Digital Audio Broadcasting e DRM
Nella prima metà degli anni ‘90 si registra un calo di ascolti per la radio e in molti sostengono che per il più antico dei mass media sia vicina la fine. In effetti la concorrenza con la televisione si rileva perdente e il pubblico è in forte discesa. La diffusione di Internet e la nascita delle web radio alla fine degli anni novanta rilancia però straordinariamente la radio dandole nuova linfa ed una nuova sociologia. Essa è infatti il mezzo migliore che si può collegare con il nuovo strumento e molte emittenti si dotano di un sito Web.
Dal 2000 si diffonde la nuova tecnologia DAB (Digital Audio Broadcasting) che lancia la nuova “radio del duemila”. Il DAB garantisce una qualità dell’ascolto pari a quella di un CD, prevede l’impiego di trasmettitori terrestri e satellitari, e semplici antenne non direzionali per la ricezione. Accanto al DAB, che non riscuote un grande successo, viene diffuso anche il DRM, considerato di qualità migliore.
Ma negli anni duemila la radio, anche quella tradizionale, conosce un successo straordinario con ascolti altissimi, come non si vedevano da anni, favorita, forse, anche dal contemporaneo calo degli spettatori televisivi, come sembrerebbe confermare un sondaggio del 2004, che rivelava che oltre il 45% degli Italiani, dichiara di preferire la radio alla televisione”.
“Il Digital Audio Broadcasting (DAB), dalla lingua inglese “diffusione audio digitale”, è il sistema di radiodiffusione digitale che permette la trasmissione sonora di programmi radiofonici con qualità paragonabile a quella di un compact disc.La trasmissione in codifica digitale presenta vari vantaggi rispetto a quella analogica:
- Minore influenza di eventuali interferenze sul segnale.
- Non è più necessaria la ricerca manuale della stazione in funzione della posizione del ricevente.
- Miglioramento dei servizi già esistenti e introduzione di servizi multimediali innovativi quali DLS, PAD e N-PAD.
- La moltiplicazione del segnale, ovvero la possibilità di far condividere a più segnali lo stesso canale e di conseguenza più utenti in grado di condividere lo stesso mezzo trasmissivo senza interferenza tra di essi.
Il DAB implementa anche caratteristiche multimediali. La trasmissione digitale permette la diffusione di testi o immagini affiancanti la trasmissione radiofonica. La possibilità di usare tali funzioni è esclusivamente determinata dal tipo di ricevitore usato.”
Emittenti radiofoniche in DAB
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Emittenti radio gratuite |
Emittenti televisive gratuite |
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Rai Radio Uno, Rai Radio Due, Rai Radio Tre, FD Auditorium, FD Leggera, GR Parlamento, Isoradio, Visradio |
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Radio Maria, Radio Radicale, Radio DeeJay, R101, Radio Capital, Radio Italia, Radio24, RDS, DeeJay DAB+, m2o DAB+, RDS DAB+, R101 DAB+, Virgin DAB+, DAB+ Test |
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Radio Vaticana, RadioRadio, Radio Radicale, Radio DeeJay, R101, RTL 102.5, Radio24, RDS, Radio Padania, RTL 102.5 Classics |
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COCA-COLA |
NIKE |
FERRERO |
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Possibilità di partecipare a concorsi e giocare on-line e presentazione di eventi sponsorizzati |
Possibilità di partecipare a concorsi e giocare on-line |
Possibilità di partecipare a concorsi e presentazione di eventi sponsorizzati |
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Musica di sottofondo |
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Presentazione dei prodotti dell’azienda |
Presentazione dei prodotti dell’azienda |
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Possibilità di acquistare i prodotti |
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Possibilità di personalizzare i prodotti |
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Registrazione al sito |
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Presentazione delle novità |
Presentazione delle novità |
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SONY |
GENERAL MOTORS |
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Possibilità di partecipare a concorsi |
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Presentazione dei prodotti dell’azienda |
Presentazione dei prodotti dell’azienda |
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Possibilità di acquistare i prodotti |
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Registrazione al sito |
Registrazione al sito |
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Presentazione delle novità |
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“L’accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi categoria d’utente.
Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione. Il termine ha trovato largo uso anche nel settore di Internet col medesimo significato.
Nel web, un sito web accessibile facilita l’accesso ad individui con ogni tipo di disabilità, ma anche ad individui non affetti da patologie. Più nello specifico
· Utilizza un codice semanticamente corretto, logico e valido secondo i parametri del W3C
· Utilizza testi chiari, fluenti e facilmente comprensibili
· Utilizza testo alternativo per ogni tipo di contenuto multimediale
· Sfrutta titoli e link che siano sensati anche al di fuori del loro contesto (evitando, ad esempio, link su locuzioni come “clicca qui”)
· Ha una disposizione coerente e lineare dei contenuti e dell’interfaccia grafica
Inoltre dovrebbe essere compatibile col maggior numero di browser e configurazioni software e utilizzare colori standard e ad alto contrasto fra di loro.” (tratto da wikipedia)
“Secondo la definizione data dalla norma ISO 9241, l‘usabilità è il “grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso.”
L‘usabilità ha senso solo in presenza di un utente e di una relazione d’uso, e non esiste nel prodotto in sé. Le tecniche di usabilità tentano dunque di porre al centro dell’attenzione progettuale proprio l’utente.
Così i problemi da porsi sono: a cosa serve un determinato sito web? Chi lo userà e cosa si aspetterà di trovarci?” (tratto da usabile.it)
Ecco alcune delle linee guida date dal W3C su come rendere accessibili i siti web:
· “Fornire alternative equivalenti per il contenuto visivo e audio.”
· “Non fare affidamento unicamente sul colore.”
· “Creare tabelle che si trasformino in maniera elegante.”
· “Usare le tecnologie e le linee guida del W3C.”
· “Fornire informazioni di contesto e orientamento.”
· “Fornire meccanismi di navigazione chiari.”
· “Garantire che i documenti siano chiari e semplici.”
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Nel blog di Serena Scermino ho trovato dei dati interessanti:
“Nel maggio del 2007 Repubblica.it ha realizzato 8,388 milioni di utenti unici e 324 milioni di pagine, mentre Corriere.it è a quota 7,66 milioni e oltre i 224 milioni di pagine.”
Per chi volesse saperne di più: http://tutto-il-mondo-in-un-blog.blog.kataweb.it
